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"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Genova 2001: Verità e Giustizia, quando?

Articolo di Samuele Mascarin, tratto da www.articolo21.info

Venerdì 29 Giugno nell'ambito della Festa de l'Unità di Fano (Pesaro) è stata promossa dalla Sinistra giovanile una giornata di approfondimento e dibattito relativo alle drammatiche giornate del Vertice G8 del Luglio 2001 a Genova quando il capoluogo ligure fu teatro di disordini e violenze tali che l'attuale Ministro degli Esteri D'Alema parlò all'epoca di "clima cileno".
A sostanziare e ad animare la giornata tematica sono intervenuti Lorenzo Guadagnucci- giornalista de "La Nazione" , autore di numerose pubblicazioni sui fatti di Genova 2001 tra cui spicca "Noi della Diaz" (2002) - e Giuliano Giuliani - il padre di Carlo, il ragazzo 23enne ucciso con un colpo d'arma da fuoco il 20 luglio 2001 in Piazza Alimonda durante gli scontri con le forze dell'ordine.
Nel pomeriggio Guadagnucci ha ricostruito in modo estremamente accurato e asciutto l'esperienza personale da lui direttamente vissuta alla Scuola Diaz nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001, quando reparti della Polizia di Stato irruppero nell'edifico sede organizzativa del "Genoa Social Forum": l'irruzione, le violenze, le ferite, le umiliazioni vissute e subite in prima persona, le immagini vivide delle ragazze e dei ragazzi inermi seduti a terra con le mani alzate picchiati con ferocia e senza alcun apparente motivo dai poliziotti, il trauma non solo fisico di quella che Guadagnucci stesso - che si trovava all'interno della Diaz in qualità di giornalista del quotidiano di Firenze - ha definito "una spedizione punitiva" . Un episodio grave per il quale si attivò persino Amnesty International tanta fu l'entità delle violenze e inquietante nella misura in cui fu realisticamente funzionale ad una ricercata distorsione informativa sul ruolo e la funzione del "Genoa Social Forum" rispetto alle violenze delle due precedenti giornate (un tentativo confermato tra l'altroanche dall'emblematico episodio delle molotov introdotte nell'edifico dopo l'irruzione allo scopo di avvalorare la tesi che la Diaz fosse il punto di riferimento fisico e politico delle frange violente del movimento e che gli oltre 90 arrestati nella scuola fossero - compreso Guadagnucci stesso! - dei "black bloc"). Un avvenimento questo reso clamorosamente attuale dalle recenti ammissioni dell'ex-vicequestore Fournier che ha pubblicamente usato, in riferimento all'azione di polizia effettuata alla Diaz, l'espressione "macelleria messicana" - nonché dalla scelta della magistratura di attivare un'inchiesta a carico dell'ex-Capo di Polizia De Gennaro.
Il dibattito, a cui hanno partecipato un centinaio di giovani, ha invece visto Giuliani concentrarsi sulle fasi che scandirono la giornata del 20 luglio fino al momento in cui - attorno alle 17.25 - il figlio Carlo fu ucciso in Piazza Alimonda da un colpo di pistola sparato dall'interno di una jeep "Defender" dei Carabinieri. Giuliani ha ricostruito in modo meticoloso le modalità di intervento - si potrebbe addirittura dire la "strategia" - adottate quel giorno dalle forze dell'ordine, in particolare dai reparti speciali dell'Arma dei Carabinieri, impegnati a bloccare, caricare e inseguire per ore i manifestanti dei cortei autorizzati lasciando, invece, sostanzialmente liberi di muoversi e di agire senza alcuna forma di contrasto le frange violente individuabili nel cosiddetto "blocco nero" (rispetto al quale peraltro Giuliani anche con il supporto di immagini e documentazioni visive ha avanzato forti dubbi rispetto sia alle dimensioni che alla funzione di infiltramento operato dalle stesse forze dell'ordine).
Pacato e lucido tanto nella ricostruzione quanto nelle analisi, Giuliani si è infine concentrato sui termini dell'interfaccia operativo, mai pienamente chiarito, tra linea di comando delle forze dell'ordine e esponenti politici di rilievo dell'allora Governo Berlusconi.
Il dibattito è poi proseguito nell'arena rock della Sinistra giovanile dove - fino alle 1.30 della notte! - un centinaio di giovani e giovanissimi hanno seguito la proiezione - illustrata da Giuliani - con la quale si è cercato di ricostruire attraverso filmati e immagini meticolosamente raccolte in questi anni dallo stesso Giuliani le fasi cruciali che portarono all'uccisione di Carlo quel 20 luglio 2001.
In un clima surreale, nel cuore della notte il bellissimo lungomare cittadino ha recepito l'eco delle sirene, della cariche, delle grida e degli spari. Le immagini delle cariche laterali subite dai manifestanti in fuga da parte dei reparti speciali dei Carabinieri, le sequenze degli scontri in Piazza Alimonda, l'uccisione di Carlo Giuliani,…hanno ammutolito un pubblico che è andato via via crescendo svuotando il lungomare in cui è collocata la Festa de l'Unità e riempiendo l'area. In particolare le immagini - mai presentate in televisione - di Carlo colpito alla testa dal proiettile ma ancora vivo investito ben due volte dal mezzo dei Carabinieri, il fiotto di sangue che zampilla dal capo, la carica delle forze dell'ordine per recuperare e circondare il suo corpo, il carabiniere immortalato mentre sferra un violento calcio al capo del ragazzo a terra, la comparsa a fianco del suo corpo di un sasso e di una visibile frattura cranica nei minuti successivi… hanno colpito allo stomaco ma anche nella coscienza tutti i presenti. Giuliani - acconsentendo a presentare questa particolare documentazione - ha offerto senz'altro molto più di una semplice ricostruzione cronachistica di questa pagina buia della vita democratica e civile del nostro Paese.
La Sinistra giovanile - che ha ufficialmente richiesto l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova 2001 - ha infine abbracciato collettivamente Giuliano Giuliani insieme alle centinaia di persone che nella giornata hanno seguito la sua lezione di democrazie e di sincero impegno civile e di Lorenzo Guadagnucci, che ancora dopo sei anni chiedono "Verità e Giustizia" rilanciando l'appuntamento il prossimo luglio a Genova per ricordare che non solo loro ma un'intera giovane generazione che ha incontrato l'impegno politico e sociale proprio in concomitanza quei drammatici avvenimenti chiede e pretende ancora verità e giustizia non solo per sé ma per la democrazia di dell'intero Paese.