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"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi crediamo che l'impegno civile e politico possa riempire degnamente la vita

Intervento di Francesca Butturini all'Assemblea nazionale della Sinistra e degli Ecologisti - Roma, 9 dicembre 2007

In questi anni abbiamo condiviso con milioni di ragazze e ragazzi il sogno di un mondo più giusto, in cui il destino degli uomini non fosse asservito e piegato alla logica brutale del mercato e del profitto. In cui la guerra non fosse l’origine e la condizione permanente di un nuovo disordine mondiale, in cui la democrazia non fosse patrimonio e privilegio di una minoranza dell’umanità, in cui gli uomini e le donne non fossero merce ma cittadini. I Forum sociali e ecopacifisti mondiali e europei sono stati tappe importanti del nostro cammino. Le grandi mobilitazioni contro le guerre sono state la nostra piazza e le Marce per la Pace Perugia-Assisi sono state la nostra strada.
Abbiamo dato vita a grandi movimenti studenteschi. Assemblee, autogestioni e occupazioni, cortei e manifestazioni non sono state solo testimonianza effimera ma tappe concrete di un lungo percorso di partecipazione democratica che ha segnato positivamente una lunga stagione della vita politica e civile del nostro paese attraverso la quale abbiamo riportato la dimensione dell’impegno politico e sociale nelle scuole e nelle università, contribuendo a difendere e ampliare i diritti degli studenti e dando forma e senso a un nuovo concetto di cittadinanza studentesca.
Abbiamo iniziato a vivere in una Europa unita e in un mondo globale, in cui però tante sono ancora le frontiere da abbattere, materiali e immateriali, per realizzare una società multietnica e muticulturale in cui cittadinanza e diritti non siano solo un pezzo di carta in fondo a una lunga fila…
Abbiamo lottato contro tutte le mafie, contro la criminalità organizzata che uccide ogni giorno le speranze di cambiamento e di giustizia sociale di un’intera giovane generazione, impedendo –soprattutto nel mezzogiorno– ogni margine di crescita civile e democratica per i più deboli.
Abbiamo scoperto la necessità e l’opportunità di un diverso sviluppo sociale ed economico basato sulla tutela ambientale, salvaguardando le ricchezze e le risorse del nostro pianeta, che permetta nuove forme di occupazione legate a sistemi di produzione eco-sostenibili e a fonti rinnovabili.
Abbiamo difeso il diritto alla memoria storica delle nuove generazioni, in un Paese segnato da nostalgie e beceri revisionismi, contrastando nelle scuole, nelle università, nelle città i movimenti neo-fascisti denunciandone la propaganda revisionista e razzista, perché per noi nati dalla Resistenza il 25 Aprile è non solo un anniversario ma un impegno quotidiano.
Abbiamo lottato per difendere i diritti dei lavoratori, lottiamo per nuovi ulteriori diritti per chi, precario, vive fuori dal nesso lavoro-cittadinanza, o a chi come giovane donna rischia quotidianamente di essere penalizzata due volte: nella vita e nel lavoro. Abbiamo lottato per una diversa dignità del lavoro, liberato dalla piaga del precariato e per fare in modo che in un Paese fondato sul lavoro non si muoia più di lavoro. Già dalla prossima settimana, quando ci uniremo alla lotta dei metalmeccanici per la sicurezza sui luoghi di lavoro contro la vergogna delle morti bianche.
Abbiamo sognato e provato a costruire un mondo in cui le differenze di genere e di orientamento sessuale non fossero più condizione di disuguaglianza e di discriminazione, ma le caratteristiche di una società laica, libera, plurale.
Abbiamo pensato e praticato tempi e modi nuovi di fare politica, rinnovandola nei contenuti, nelle forme e nei linguaggi. Sentiamo l’esigenza di una Politica in grado di liberare le energie e le intelligenze delle giovani generazioni e di superare le incrostazioni gerontocratiche che contribuiscono a bloccare lo sviluppo sociale, culturale e politico del nostro paese. Una sinistra che sappia essere all’altezza del presente: per farlo,a soggetti in carne ed ossa va data centralità. Farsi percorso di emancipazione per le giovani generazioni: questa è la sfida che oggi la nuova sinistra non può permettersi di non affrontare.
Queste lotte sono le nostre lotte, le nostre vite, le nostre storie, la nostra generazione. Quella generazione che oggi sceglie di portare le proprie lotte, le proprie vite, le proprie storie, individuali e collettive, dentro il progetto ampio e ambizioso di una Sinistra nuova, finalmente plurale e unitaria al tempo stesso...
E per noi giovani che crediamo che l’impegno politico e civile, citando Enrico Berlinguer, possa riempire degnamente una vita, questa nuova sinistra plurale e unitaria non può vivere senza passione e partecipazione di massa, senza il calore e l’anima dei sogni e delle speranze di chi queste lotte le intraprende giorno dopo giorno, senza la consapevolezza che esso serve, anche quando diventa sacrificio, a costruire una società diversa e migliore da quella in cui viviamo, più giusta e inclusiva, più aperta e democratica.
È questo l’impegno che oggi la mia generazione vuole iniziare a condividere con voi. E non può che farlo a Sinistra.