Pier Paolo
Pasolini
"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società."




Articolo sull'Assemblea nazionale del 26 gennaio 2008
Articolo di Jacopo Cesari

La proposta di una grande assemblea giovanile, non solo in termini di “platea” ma innanzitutto in termini di contenuti, credo possa essere una prima parziale ma importante risposta ad una serie di esigenze ed aspettative diffuse tra i giovani che in diverse forme oggi guardano e/o militano a sinistra.
Infatti la sinistra, impegnata oggi nel nostro Paese a ripensare e a ridefinire in termini plurali ma unitari la sua funzione storica, deve cogliere la domanda di senso che proviene dalle giovani generazioni rispetto a questo mondo sempre piu' complesso, riconoscendo le loro diverse forme di impegno civile, anche quelle piu' parziali, che esprimono in realtà una forte carica di socialità, la voglia di riprendersi spazi materiale e immateriali, per ricostruire legami di solidarietà in una società sempre piu' competitiva, al tempo stesso lacerata e lacerante.
Libertà, diritti civili, partecipazione, uguaglianza, solidarietà, pace e disarmo, ambiente e sviluppo sostenibile… il dialogo con tutti coloro che in nome di questi valori non si accontentano di considerare questo come il migliore dei mondi possibili è necessario e indispensabile, soprattutto per noi che crediamo che fin quando nel mondo ci sono ingiustizie e disparità da combattere non sparisce la ragione d'essere del Socialismo.
Per questo diventa urgente capire se esiste lo spazio per una risposta “di sinistra” a quella domanda di senso. A mio parere questo spazio, questa possibilità, questa opportunità esiste nella misura in cui sapremo elaborare un pensiero critico sulla modernità e sul nuovo capitalismo, fornire chiavi di lettura dei cambiamenti e dei processi storici e sociali. Solo a partire da una critica dell'esistente, infatti, una sinistra che non rinunci alla sfida del governo e un profilo profondamente innovativo, soprattutto nelle forme e nei linguaggi del “fare politica”, può indicare un progetto di cambiamento capace di rispondere ai sogni, alle aspettative, ai bisogni delle giovani generazioni, aprendo spazi di libertà e contrastando vecchie e nuove limitazioni della dignità umana.
Avverto dunque la necessità e, aggiungerei, l'urgenza di un dibattito e di un confronto ampi e non superficiali, in grado di avviare un percorso di elaborazione e riflessione collettivi fortemente aperti e orizzontali nella loro articolazione, disponibili alla contaminazione culturale e alla sperimentazione di una nuova grammatica politica.
Spero vivamente che l'assemblea del 26 gennaio possa quindi essere, innanzitutto per le tante ragazze e i tanti ragazzi oggi vicini o direttamente impegnati in Sinistra Democratica, l'inizio di una riflessione comune su questi interrogativi e, in qualche modo, la prima tappa di un percorso capace di prospettare e individuare via via le risposte, così come spero veramente che da questo appuntamento nazionale possa venire un'apertura forte verso le tante, diverse, plurali esperienze giovanili che in questi mesi si sono messe in camino lungo la strada dell'unità a sinistra.
Insomma, spero anch'io che si possa davvero iniziare a costruire insieme non solo una nuova storia, ma anche una nuova realtà!