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"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Carloni è venuto a fare un comizio"

Articolo tratto da "il Corriere adriatico", 1° novembre 2008

Dalla città eterna a quella della fortuna. Dopo la grande manifestazione a Roma del 30 ottobre contro la legge Gelmini che riforma la scuola, ieri al campus, dentro la capiente palestra dello scientifico Torelli, si è svolta l'assemblea degli iscritti del Nolfi. Un'assemblea convocata dai rappresentanti del liceo classico fanese, dopo gli incontri nel retrobottega dell'eco-solidale del Corso tra studenti di medie e superiori che il 15 novembre hanno deciso di organizzare uno sciopero provinciale.

In attesa di quella data inserita nella settimana della mobilitazione della rete degli studenti medi, ieri la protesta si è levata dal Nolfi. A farsene portavoce lo studente di terza A Jacopo Cesari, 19 anni, uno che sta lavorando allo sciopero del 15. "Abbiamo deciso assieme ai rappresentanti delle altre scuole di Fano di indire assemblee prima della manifestazione – ha detto lo studente –. Noi del Nolfi siamo stati i primi, ma qualcosa non è andato come doveva. Lo scopo dell'assemblea era puramente informativo, tant'è che erano stati invitati rappresentanti con diverse idee".

C'erano la presidente della consulta provinciale degli studenti Elisabetta Zuccatti e il torinese Francesco Luguori per l'Udu, l'unione degli universitari. Poi anche il professore in pensione Panajoli per parlare del Sessantotto, la sindacalista della Cgil Lilli Gargamelli e Mirco Carloni. Proprio l'intervento dell'assessore comunale alle politiche giovanili ha scatenato le proteste di molti studenti ed insegnanti.

"Carloni si è presentato con quattro collaboratori senza avvisare che sarebbe venuto accompagnato – ha iniziato Jacopo Cesari –. Il tavolo era presidiato da tre elementi del Pdl, con altri due al proiettore che facevano passare delle slide eloquenti, con scritte politiche come "Le bugie della sinistra", "La scuola è uno stipendificio", eccetera eccetera. Mirco Carloni non ha partecipato a un dibattito, ma ha fatto un comizio politico di un'ora e più in cui, invece di parlare della riforma Gelmini, ha svariato da Alitalia ai provvedimenti del governo. Prima di essere interrotto da qualche professore, l'assessore ci è andato giù pesante. Ha detto che il campus è una zona degradata perché gli insegnanti, accusati di essere ideologizzati, non educano al rispetto della cosa pubblica. Carloni ha mostrato un atteggiamento aggressivo e quasi arrogante nei confronti di chi lo contraddiceva. A un certo punto, dopo aver anche risposto strillando alle voci di protesta, se n'è andato dicendo di avere un impegno".

La sindacalista Gargamelli non entra nel merito, "anche perché sono arrivata alle 10. Non so che è successo prima. Certo è che i toni erano accessi. Quel che mi ha lasciato perplessa è che l'assessore Carloni ha detto che studenti e insegnanti sono strumentalizzati dalla sinistra, quando poi sul tavolo dei relatori c'erano diversi volantini col simbolo del Popolo della libertà e la firma governoberlusconi.it. In uno c'era scritto "La sinistra scuola di falsità". E poi ancora "Da 40 anni la sinistra rovina la scuola. Ora basta". Al di là del fatto che in 40 anni non so quanto abbia governato la sinistra, non mi pare giusto che in una scuola si portino volantini del genere".